Dungeons & Dragons 2024 dopo due mesi di campagna
- Adriano Ventrone
- 24 feb
- Tempo di lettura: 10 min
Il 2024 è sicuramente stato l’anno di Dungeons & Dragons sotto molti punti di vista; collaborazioni, adattamenti e soprattutto per la nuova edizione del gioco chiamata semplicemente “Dungeons & Dragons 2024”, rilasciata proprio durante il cinquantesimo anniversario del gioco. All’atto pratico come se la cava questa discussa edizione del gioco?
Circa ogni dieci anni, come d’abitudine, viene rilasciata una nuova versione di Dungeons & Dragons, il gioco di ruolo da tavolo più famoso di sempre. Quale miglior occasione di far uscire una “nuova” versione se non durante il cinquantesimo anniversario del brand?
Con la promessa di migliorare piuttosto che rivoluzionare il gioco, come se la cava dadi alla mano questo Dungeons & Dragons 2024?

Una revisione più che una nuova edizione
Poco fa abbiamo virgolettato la parola “nuova” per un motivo; questa edizione del gioco è pensata più come una revisione della 5° edizione piuttosto che una nuova versione del gioco. I cambiamenti apportati infatti sono molti e soprattutto legati a delle criticità che la 5° edizione conteneva. Il team di Wizards of the Coast ha quindi deciso di andare a toccare maggiormente quegli aspetti del gioco che i giocatori hanno sempre lamentato nel corso degli anni. Diciamo che potremmo paragonare questa edizione, almeno dal punto di vista della quantità dei cambiamenti, alla differenza che ci fu tra l'edizione 3 e la 3.5.
Razza o Specie?
L’aspetto più controverso di tutta l’operazione è stato, almeno prima del lancio del Manuale del Giocatore 2024, la nomenclatura delle “razze” da scegliere quando si va a creare un personaggio, ora chiamate “specie”. Per ammissione dei game designer il termine “razza” è sembrato antiquato, anacronistico e soprattutto razzista. Non che specie sia meglio però, detto tra noi. Al netto di elucubrazioni sulla terminologia utilizzata, fa sorridere (e non in maniera positiva) l’impegno di Wizards of the Coast nel rimuovere qualsiasi riferimento a dinamiche anche solo vagamente percepite come razziste. Si sono addirittura presi la briga di togliere ogni riferimento ad eventuali rivalità tra razze facenti praticamente parte dell’immaginario comune non solo legato a D&D. I nani e gli elfi ora non si odiano più, così come gli orchi con qualsiasi altra razza, si vogliono tutti bene e convivono.

Togliendo queste considerazioni forse un po’ tristi e che non dovrebbero esistere ad un tavolo di gioco tra amici, le “specie” sono state completamente riscritte nelle loro caratteristiche peculiari di gioco, portando dei bilanciamenti non da poco sotto questo punto di vista.
Ogni specie infatti adesso ha dei bonus/malus intrinsechi decisamente più a fuoco rispetto alla vecchia edizione del gioco, cosa sicuramente positiva. Peccato per l’esclusione delle “mezze-razze” come mezz’elfo e mezz’orco, ma crediamo che sia più una questione di bilanciamento più che un qualcosa legato al discorso “razzismo”. Chissà, magari rivedremo comparire questa tipologia di creature nei futuri manuali di espansione.
Finalmente i background e “Origini” hanno un senso
Attenzione; per background non intendiamo quelli che i giocatori scrivono di proprio pugno, bensì quelli che il gioco mette a disposizione. Infatti, se prima i background erano un qualcosa di puramente ruolistico scritto dai giocatori per dare un contesto ai loro personaggi, adesso il gioco ci mette a disposizione sedici di “background”, qui chiamati “Origini” standardizzati da inserire nei background da noi scritti. A differenza della scorsa edizione però, la scelta di queste Origini influisce maggiormente su alcuni aspetti dei nostri personaggi, sia a livello puramente ruolistico che di utilità durante il gioco.

Possiamo infatti trovare background come “Nobile”, “Eremita”, “Marinaio”, “Soldato” e via dicendo, e la scelta di ognuno di loro va a modificare alcune caratteristiche dei nostri personaggi. Tendenzialmente ognuno di essi va ad aggiungere specifici Talenti ed Oggetti al repertorio, inoltre danno una serie di bonus e malus a specifici punteggi caratteristica.
Per farvi un esempio, scegliendo il background “Nobile” il nostro personaggio riceverà un bonus intrinseco alla sua caratteristica di Intelligenza mentre, scegliendo “Eremita” avremmo un bonus sulla caratteristica di Saggezza ed un malus a quello di Carisma. Questa meccanica, finalmente sfruttata a dovere, risulta come una piacevolissima aggiunta in fase di creazione del personaggio, permettendoci di fatto di creare personaggi in maniera più capillare rispetto al passato e soprattutto, svincolando i giocatori dal dover supplicare il proprio Dungeon Master di dargli bonus o oggetti legati alle origini del loro personaggio.
Classi e sottoclassi Dungeons & Dragons 2024
Dopo aver parlato di specie/razze ed origini, passiamo al cuore pulsante del gioco, ovvero le classi. Nel Manuale del Giocatore 2024 si è deciso di inserire solamente la classi e le sottoclassi base del gioco, non andando a scomodare cose aggiunte nel corso degli anni con altre uscite, e questo è un bene. Tutte le classi e le rispettive sottoclassi sono state completamente rivisitate e ribilianciate.
Per dirne una, non ci troveremo più dinanzi ad una classe munita di 4-5 sottoclassi a discapito di altre classi con solo 2 sottoclassi da scegliere, no. Adesso ogni Classe porta con se 4 sottoclassi da scegliere. Questa decisione è sicuramente molto gradita, anche se per alcune classi porta delle limitazioni non da poco, tipo l’esclusione della sottoclasse “Necromante” dalla scelta del Mago…

Lamentele da utilizzatore di maghi di vecchia data a parte, le nuove classi, le loro sottoclassi e le rispettive abilità sono divertenti da utilizzare, soprattutto considerando che al momento nessuna classe rispetto ad un’altra sembra eccessivamente overpowered.
Altra nota positiva da segnalare è la gestione dei personaggi multiclasse. Infatti, ora ad inizio di ogni scheda di classe troveremo una piccola tabella che ci spiega quali caratteristiche andremo a prendere nel caso decidessimo di multiclassare il nostro personaggio con questa specifica classe.
Crescita dei personaggi
Non mentiremo, nella 5° edizione salire di livello non era sempre entusiasmante. Capitava spesso di trovarci, soprattutto ai livelli intermedi, a fare dei level-up fini a sé stessi, senza che il personaggio apprendesse abilità utili o si potenziasse in qualche modo.
In Dungeons & Dragons 2024 dimenticatevi di questa cosa. Infatti, ad ogni level up il nostro personaggio acquisirà capacità inerenti alla sua classe o alla sottoclasse, soprattutto se parliamo di classi più orientate al combattimento rispetto a quelle magiche. Niente paura utilizzatori di magia, anche quando vi sembrerà che salendo di uno specifico livello non abbiate ottenuto nulla, in realtà ad aumentare sarà la vostra riserva di slot incantesimo ed anche la vostra lista incantesimi.
Inoltre, ogni volta che un level up contemplerà l’aumento di un punteggio di caratteristica (quindi ai livelli 4,8,11 e 16) avrete la possibilità di convertire questo aumento di caratteristica in un Talento, altro grande "ritorno" di questa edizione su cui torneremo a breve.
Inoltre, arrivati al ventesimo livello, otterremo una grande ricompensa degna dei più prodi eroi del reame.
Bentornati Talenti
Visti nella 5° edizione più come una meccanica extra o un orpello, nella versione 2024 i Talenti fanno il loro ritorno in pompa magna. Come detto sopra infatti, non solo il nostro primo talento ci verrà conferito dalla Origine da noi scelta in fase di creazione del personaggio ma avremmo anche la possibilità di ottenerne altri, ed il gioco ci da tutti le buone ragioni per farlo. Infatti, i talenti introdotti in questa edizione non si limitano a cose strettamente combattive (importantissime, per carità), ma anche a vere e proprie abilità extra utili sia dentro che fuori dai combattimenti.

Per darvi un esempio banale, chi scrive ha selezionato per il proprio personaggio il Talento “Chef” che gli permette di cucinare gustosi piatti per i suoi compagni di avventura. Questo talento, alla prima lettura banalotto e più ruolistico che utile, in realtà porta con sé diversi vantaggi; i pasti cucinati tramite Chef possono ripristinare i punti ferita di chi mangia ed in più è possibile cucinare dolcetti potenzianti da utilizzare come delle mini pozioni cura ferite durante i combattimenti.
Questa logica di utilità mista al “ruolo” si applica bene o male a tutti i Talenti, per non parlare dei Talenti Epici che tratteremo dopo. Insomma, finalmente Wizards of the Coast ha deciso di riportare in auge questa meccanica un po’ bistrattata nell’ultimo decennio, andando di fatto a ripristinare una meccanica tanto amata quanto fondamentale per quei giocatori molto attenti alla build dei propri personaggi.
Diventare Eroi è solo l'inizio
La grossa differenza rispetto le vecchie edizioni del gioco (fatta eccezione di alcuni Manuali accessori della 3° edizione di Dungeons & Dragons) è che il viaggio dei nostri eroi non deve necessariamente terminare arrivati al ventesimo livello, anzi. Se è vero che, da manuale un personaggio di ventesimo livello ha ottenuto lo status di “Eroe” questa volta ci è concesso di migliorare ancora di più le abilità dei nostri personaggi dopo quel livello. Infatti, vengono re-introdotti i “Talenti Epici”, tipologia di Talenti introdotta negli anni 90’ col “Manuale dei Livelli Epici” e mai più riproposti fino ad oggi. Ad ogni avanzamento di livello dopo il venti, infatti, potremmo scegliere tra una lista di Talenti Epici da assegnare ai nostri eroici personaggi fino ad un massimo di dieci, quindi fino al livello trenta.
Inutile dirlo, ognuno di questi Talenti è terribilmente potente, ed il fatto di poterne accumulare conferirà ai vostri personaggi fenomenali poteri cosmici. Dunque, ottima introduzione per chi preventiva di giocare o condurre una campagna lunga anni, ma il Master dovrà stare attento a gestire questi poteri. Insomma, una meccanica pensata per i giocatori più navigati ed avvezzi a campagne sopra le righe!
Il nuovo Manuale dei Mostri
Per ora abbiamo parlato dei grossi (e neanche tutti, per carità) cambiamenti introdotti nei manuali del Giocatore e Dungeon Master, ma è doveroso spendere due parole anche sul Manuale dei Mostri 2024 per quanto possibile. Uscito un po’ tardivo rispetto agli altri (tant’è che al momento della stesura di questo articolo è possibile ottenerlo solo in digitale sullo store Wizards of the Coast), il nuovo manuale dei mostri è semplicemente meraviglioso e mastodontico. Sorpassando tutte le precedenti edizioni di più di 100 pagine e contenente

circa 400 mostri (di cui circa 90 inediti), questo manuale è un vero gioiello sia da vedere che da consultare. Non solo ogni mostro ha la sua illustrazione, ma le sue caratteristiche sono state rimaneggiate, bilanciate ed organizzate per essere quanto più comprensibili possibili.
I mostri contenuti in questo manuale, infatti, risultano molto meglio bilanciati rispetto a quelli della scorsa edizione, fattore che sicuramente renderà felici molti Dungeon Master in cerca della giusta sfida per i propri giocatori. Chiariamo, il Grado Sfida dei mostri non è ancora sempre perfetto, ma è sicuramente un grosso passo avanti rispetto alla 5° edizione. Da segnalare inoltre il fatto che ogni mostro viene con una piccola descrizione comportamentale, per così dire, così da permettere al Master di interpretare anche l’eventuale comportamento delle creature. All'atto pratico, comunque, il bilanciamento del "grado sfida" dei mostri è sicuramente migliorato rispetto al passato ma non è ancora perfetto.
Menzione d’onore alle illustrazioni
Come detto durante una giocata al tavolo di qualche tempo fa: “Se facessero un libro chiamato The Art of Dungeons & Dragons 2024 lo comprerei, a prescindere dal prezzo”, ed il significato di tale esternazione è facilmente intuibile; gli artwork di ogni singolo elemento inserito nei tre manuali è semplicemente magnifico. Dalle illustrazioni dei personaggi alle ambientazioni, dagli oggetti più basilari ai mostri più terrificanti, il lavoro fatto da Wizards of the Coast e dagli artisti da loro contattati è semplicemente magistrale. Ripensare al fatto che qualche anno fa proprio l’azienda era finita nell’occhio del ciclone per aver utilizzato l’AI per alcune sue illustrazioni fa ben sperare che abbiano imparato la lezione!

Facili istruzioni per l’uso
I manuali della 5° edizione erano semplicemente terrificanti da consultare per via della loro organizzazione, tra regole dello stesso argomento sparse un po’ qui e li, spiegazioni poco chiare ed un po’ troppo utilizzo della regola “Lo specifico supera il generico”. Per questa nuova edizione va fatto un plauso a chi ha avuto il difficile compito di riorganizzare la struttura dei manuali. Adesso infatti troviamo dei manoscritti decisamente più semplici da consultare e da interpretare. Capiterà infatti molto di rado che per capire bene una meccanica del nostro personaggio il manuale ci rimandi ad un’appendice situata 200 pagine dopo o peggio, su un altro manuale. Un apprezzato accorgimento che farà sicuramente felici in molti.
Retrocompatibilità ed il futuro del gioco
Durante tutto il ciclo vitale di D&D 5° forse Wizards of the Coast ha calcato un po’ la mano sulle uscite arrivando a pubblicare una quantità immane di manuali extra, aggiunte, storie ed ambientazioni che, col passaggio ad una nuova versione del gioco, non verranno riproposti in una versione aggiornata. Ma non temete avventurieri, i vostri portafogli sono salvi; D&D 2024 è completamente retrocompatibile con i manuali della 5° edizione! Come affermato inizialmente da Wizards e come poi riscontrato all’atto pratico, tutta la manualistica targata 5° edizione è perfettamente compatibile con la versione 2024, a patto ovviamente di concordare tale scelta al tavolo di gioco.

A parte questa gradita mossa sorprendentemente pro-consumatore, Wizards ha già fatto intendere che anche il supporto a questa edizione sarà massiccio, tant’è che ha annunciato l’uscita nel corso del 2025 di due manuali dedicati all’ambientazione dei Forgotten Realms ed uno completamente dedicato ai Draghi.
Tirando le somme
L'impegno di Wizards of the Coast nel confezionare questa edizione partendo proprio dai feedback degli utenti è palpabile. La 5° edizione è stata sicuramente un punto di svolta per il gioco, sia per quanto riguarda le meccaniche, volutamente più leggere e dinamiche, che per quanto riguarda le vendite. Tuttavia, giocando a pieno tale edizione si percepiva sempre un senso di incertezza, tra meccaniche integrate poco bene ed in generale tutta una serie di problematiche legate al desiderio di semplificare il gioco per renderlo appetibile ad un pubblico più vasto.
Con D&D 2024 si è tentato di andare a smussare il più possibile tali problematiche, ed il risultato è percepibile già in fase di creazione dei personaggi. Al netto di qualche scelta dichiaratamente presa in virtù del politicamente corretto del tutto ininfluente per il core del gioco, Dundeong & Dragons 2024 è un piacere da giocare sia nel caso voi siate giocatori sia nel caso voi siate Dungeon Master.
Insomma, con delle premesse così buone, non possiamo fare altro che augurarci che Dungeons & Dragons prosegua su questa strada e a voi avventurieri consigliamo di trovare un gruppo di amici con cui sedersi al tavolo (anche digitalmente) e di vivere ancora tanti anni di avventure e magia con questo intramontabile gioco.
E voi? Avete mai giocato a Dungeons & Dragons? Proverete la nuova edizione? Fatecelo sapere!
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