Il Caso Catly: AI generativa o semplicemente trailer bruttino?
- Adriano Ventrone
- 18 dic 2024
- Tempo di lettura: 5 min
Tra i giochi annunciati ai The Game Awards uno di quelli che sta facendo più discutere di sé è sicuramente il trailer di Catly, accusato di essere stato creato tramite l’utilizzo di AI generativa.
Non si può certo dire che questa edizione dei The Game Awards sia stata deludente, tra annunci di grandi titoli come The Witcher IV, Onimusha: Way of the Sword, Turok ed altri, né tantomeno si può dire che sia stata noiosa e priva di polemiche, tra discorsi del CEO di Larian che hanno stangato tutta l’industria videoludica, giochi accusati di essere “Woke” e, un po’ (ma neanche troppo) in sordina la polemica che si sta generando attorno a Catly, l’ambizioso “MMO a tema gattini” il cui trailer (e perché no, tutto il progetto per estensione) accusato di essere stato creato usando l’AI generativa.
In questo episodio della nostra rubrica “Il Caso” cercheremo di snocciolare ogni informazione reperibile ed ogni aspetto interessante di questa felina vicenda, ma andiamo con ordine.
Il gioco
Catly, sviluppato da SuperAuthenti, team esordiente cinese, è annunciato come non solo un “MMO” dove potremmo giocare in solitaria o con altri giocatori vestendo i panni di un gattino creato da noi, ma anche come un titolo “world-building”. Questa informazione in particolare ci lascia intendere che il titolo potrebbe essere una sorta di LittleBigPlanet/Dreams, quindi un luogo dove dare libero sfogo alla nostra creatività, ma con i gatti come avatar. Questa componente è presente in qualche modo nel trailer, visto che vediamo elementi ambientali comparire dal nulla in funzione della vita dei personaggi a schermo.
Sulla carta quindi cosa potrebbe andare storto? Gattini, personalizzazione ed open world dovrebbero essere qualcosa di infallibile... e invece le cose sono iniziate ad andare storte dal trailer.

Il trailer incriminato
Come detto, dal trailer possiamo ammirare i gattini protagonisti del titolo in tutto il loro terribilmente generico splendore… I gattini, in questo trailer, fanno essenzialmente cose da gatti in questo ambiente casalingo quasi onirico, anch’esso terribilmente generico. Perché insistere tanto sul termine “generico”? Semplice, è proprio da questo che è nato il sospetto che il trailer sia stato realizzato con l’ausilio dell’Intelligenza Artificiale. È infatti nozione comune (talvolta anche errata, per carità) che gli elementi audio-visivi realizzati utilizzando strumenti AI risultino “generici”, e quanto mostrato nel trailer di Catly purtroppo restituisce proprio questa sensazione.
Tralasciando le considerazioni sui movimenti dei gattini nel trailer, distanti anni luce da quanto visto in altri giochi basati sui felini come ad esempio Stray e di cui comunque si potrebbe parlare, la sensazione che lascia tutto il trailer non è quella di aver visto un qualcosa di adorabile come ci si aspetterebbe da un contenuto che verte su dei gatti ma quella di “disagio” dell’aver visto qualcosa che il nostro cervello, a qualche livello, identifica come “non umana”, il così detto "effetto Uncanny Valley”.
Cos’è l’Uncanny Valley?
Traducibile in italiano come “Valle del Perturbamento” è un fenomeno descritto per la prima volta nel 1970 dal professore di robotica giapponese Masahiro Mori per descrivere la "sensazione di disagio che noi umani proviamo nel vedere robot o simulazioni umane che sono quasi, ma non del tutto, realistiche". Questo fenomeno, ai giorni nostri, si estende anche a molti prodotti realizzati tramite l’utilizzo di AI e purtroppo quanto mostrato nel trailer di Catly restituisce proprio questo senso di disagio. Chiariamo, il problema non è che i gattini abbiano delle caratteristiche particolari come colori eccentrici e pettinature strane, il problema è che sembra di guardare qualcosa di sottilmente “sbagliato”, ecco.
Le parole del team
Rilasciando una dichiarazione ufficiale a IGN, un portavoce di SuperAuthenti ha detto quanto segue:
Siamo molto sorpresi da tali speculazioni. Non riteniamo che esistano strumenti di intelligenza artificiale in grado di produrre un video del genere. Anche esperti del settore hanno condiviso questa opinione.
Tralasciando che non ci è dato sapere quali “esperti del settore” siano stati consultati, produrre ex-novo dei filmati con l’AI di fattura simile a quella del trailer di Catily è possibile, non siamo nel 2020. Ma andiamo avanti.
Interrogati anche sulla possibilità che nel loro titolo sia presente qualche funzione legata alla blockchain e agli NFT continua:
Zero tecnologia blockchain. La nostra azienda/progetto non ha mai emesso alcuna valuta blockchain o NFT. La nostra azienda non possiede e non ha mai posseduto alcuna valuta blockchain o NFT.
Abbiamo quindi da un lato la conferma che il gioco non sfrutterà elementi come gli NFT (ci mancherebbe, visto che ormai questa tecnologia sembra essere arrivata ben oltre il suo canto del cigno) e dall'altro il team che tira in ballo "gli esperti" ed il "non esiste una tecnologia in grado di fare trailer del genere" mentre quella tecnologia esiste eccome. Buone le intenzioni forse, ma pessima la scelta di parole.
C’è da spezzare una lancia in favore di Catly
Al netto di quanto detto e speculato, però, c’è da ammettere che l’estetica di Catly ricorda altri prodotti creati da sviluppatori orientali negli ultimi periodi, primo tra tutti InZoi, il nuovo sims-like sviluppato dalla sudcoreana KRAFTON. Altro esempio di gioco con un’estetica simile è anche Infinity Nikki sviluppato dalla cinese Papergames.

Sembra dunque chiaro come la scelta di tale estetica potrebbe essere più un qualcosa dettato dal gusto estetico degli sviluppatori più che dà della “malafede”. La buonafede del team, d’altronde, è da ricercare anche nella loro totale disponibilità non solo a commentare immediatamente l’accaduto, ma anche nel mostrare i “Making of” del trailer presentato ai The Game Awards.
Tirando le somme
Sicuramente il trailer di Catly non è la cosa più bella mai vista nell’industria videoludica, soprattutto quando lo presenti sul palco dei The Game Awards tra i trailer di giochi ben più famosi e possenti. Il trailer manca completamente l'obiettivo di essere un qualcosa di "carino e coccoloso", su questo non ci piove.
In un clima poi come quello degli ultimi Awards fatto di malcontento per i candidati alle categorie e vittorie e sconfitte che hanno lasciato l’amaro in bocca a molti spettatori, il fatto che un gioco esordiente e particolare venisse “massacrato” pubblicamente dovevamo anche aspettarcelo…
"Fortunatamente" per i ragazzi di SuperAuthenti, però, sembra che una buona fetta di “appassionati” sia più occupata a decidere quale sia il gioco più Woke da demolire tra The Witcher IV e Intergalactic: The Heretic Prophet piuttosto che badare troppo ai loro gattini.
E voi cosa ne pensate?
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